Discorso di Intronizzazione di S.E.R. Polykarpos, Metropolita d’Italia ed Esarca per l’Europa Meridionale

Venezia, 11 marzo 2021

Discorso di intronizzazione di Sua Eminenza Reverendissima il Metropolita Polykarpos, Arcivescovo d’Italia ed Esarca per l’Europa Meridionale

Campo dei Greci

Chiesa Cattedrale di San Giorgio dei Greci


Eminentissimo Rappresentante Patriarcale e carissimo fratello in Cristo, Metropolita d’Austria e Ungheria, Arsenio,

Eminentissimo Metropolita di Cirenia in Cipro Crisostomo,

Eccellentissimo Patriarca di Venezia Mons. Francesco Moraglia,

Eccellentissimo Vescovo titolare di Abitine Mons. Brian Farrell, Segretario del Pontificio Consiglio per la promozione dell’Unità dei Cristiani,

Eccellentissimo Vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino Mons. Ambrogio Spreafico, Rappresentante della Conferenza Episcopale Italiana,

Eccellentissimo Vescovo Giovanni della Chiesa Copta,

Eccellentissimo Sig. Costantino Vlassis, Viceministro degli Esteri, Rappresentante del Governo di Grecia,

Eccellentissimo Signor Prefetto Dottor Michele di Bari, Capo del Dipartimento per le libertà Civili e l’Immigrazione del Ministero degli Interni della Repubblica Italiana,

Eccellentissimi Ambasciatori di Grecia presso la Repubblica Italiana Sig. Teodoro Passsas e presso la Santa Sede Sig. Panos Kalogeropoulos e Onorevoli Signori Consoli di Grecia e Cipro,

Onorevoli Rappresentanti delle varie Autorità Italiane, civili e militari,

Reverendissimi Padri e Fratelli,

Notabili Arconti Ufficiali della Santa e Grande Chiesa di Cristo,

Distinti rappresentanti delle Comunità, Parrocchie e Associazioni,

Diletti fedeli cristiani e figli nel Signore,

“Con debolezza e con timore e con gran tremore” (1Cor 2,3) salendo i gradini dello storico Trono Arcivescovile della Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia ed Esarcato per l’Europa Meridionale che, in questa Chiesa Cattedrale di San Giorgio dei Greci della Serenissima, orgoglio e gioiello della diaspora greco-ortodossa, è stato ornato per due secoli dai Metropoliti di Filadelfia e Presidenti di Venezia, rendo “gloria alla santa, consustanziale, vivificante e indivisibile Trinità”, e insieme a San Giovanni Crisostomo proclamo ed esclamo “Gloria a Dio per tutto!”.

Dopo Iddio, il mio pensiero si volge debitamente al Sacro Centro di tutta l’Ortodossia, il venerabile Patriarcato Ecumenico, affinché di fronte al santissimo Trono Ecumenico, che da circa trent’anni orna, per Provvidenza divina, Bartolomeo I, già Metropolita di Calcedonia e di Filadelfia-Presidente di Venezia, deponga i sentimenti di profonda gratitudine e devozione filiale che riempiono la mia anima e il mio cuore, a Sua Santità il Patriarca Ecumenico Bartolomeo, mio mentore, e al Santo e Sacro Sinodo che lo affianca, per la loro benevola decisione di eleggermi come Metropolita e Pastore della Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia, che ho servito per 19 anni, dei quali 16 come Vicario Generale dei suoi primi Metropoliti originari di Rodi Spiridione Papageorgiou e Gennadio Zervos. Dopo quasi 14 anni di dedizione al Servizio della Arcidiocesi di Spagna e Portogallo, dalla Penisola Iberica torno di nuovo nella Penisola Italiana, che nel Sud si identifica con la Magna Grecia e che dagli inizi dell’8° secolo costituisce ufficialmente territorio canonico della Grande Chiesa primaziale di Costantinopoli-Nuova Roma e di conseguenza non territorio di “diaspora”.

L’eccezionale e commovente presenza tra noi dello Speciale Rappresentante Patriarcale, il diletto Gerarca del Trono Ecumenico e caro Fratello, l’Eminentissimo Metropolita d’Austria e Ungheria Arsenio, onora particolarmente la mia umile persona e sottolinea gli indissolubili legami del venerabile Centro del Fanar con le sue diocesi e il clero e popolo ortodosso che abita in esse. Per questo sono riconoscente sia per il prezioso dono da parte della Madre Chiesa come anche per le sue incoraggianti parole che mi onorano, che considero e apprezzo come segno del suo grande amore fraterno e della sua lunga amicizia e le accolgo come una sacra eredità, visto che le parole dell’Eminentissimo Metropolita di Austria e Ungheria sono la voce del sempre illuminato Fanar, il nostro Patriarcato Ecumenico, questa arca martoriata della nostra pia Stirpe, grazie al quale ci siamo salvati nel corso dei secoli e con l’aiuto di Dio continuiamo ad esistere come Chiesa e Nazione.

La benevolenza e la fiducia dimostrate nei miei confronti da parte della Grande Chiesa Madre costituiscono chiaramente per me un grande onore e fiducia, però parallelamente sono anche una chiamata ad assumere nuove grandi responsabilità, doveri e obblighi, che possono essere affrontati solo attraverso la assoluta devozione e obbedienza al mio Patriarca e Primate e agli ordini della Istituzione sacrosanta e vessata che Egli degnamente rappresenta. Rimangono ancora vivide nelle mie orecchie le sue parole durante la mia ordinazione diaconale al Fanar 31 anni fa, mentre mi ripeteva le parole che ha ascoltato dal cielo il mio santo protettore Policarpo martire, vescovo di Smirne: “Sii forte e coraggioso, Policarpo”. Allo stesso modo non dimentico le Sue parole durante la mia ordinazione a vescovo e metropolita di Spagna e Portogallo, quasi 14 anni fa, con le quali mi ha chiamato ad imitare il mio Santo, che nell’opera “Martyrium Polykarpum” viene descritto “come un agnello segnato, scelto da un grande gregge per il sacrificio ed olocausto accetto a Dio” (XIV,1), e mi ha evidenziato che “il pastore è allo stesso tempo il primo agnello che si sacrifica per l’amore del Signore e la salvezza del suo gregge”.

Rivolgo un saluto cordiale alle Autorità di ogni grado e livello dello Stato Italiano ed esprimo sentimenti di sincero amore al nobile Popolo Italiano. Mi considero fortunato e privilegiato, perché sono stato chiamato dalla Madre Chiesa a servire, questa volta come vescovo, in questo strategico Suo baluardo, che anteriormente ho servito come Parroco di Venezia e Vicario Generale. Pregando il Signore quotidianamente nelle nostre suppliche liturgiche “per questa città e questo Paese”, cioè per Venezia e per l’Italia, preghiamo e auspichiamo che il Signore diriga i passi e le decisioni dei nostri governanti in ogni opera buona e al nobile Popolo Italiano doni pace, concordia e prosperità.

Approfitto di questa occasione per sottolineare che ritorno a casa e specialmente al mio amato Campo dei Greci della Serenissima, nel quale ho vissuto e servito 17 anni e mezzo. Quindi, anche se assente da quasi 14 anni, conosco bene la sua particolare situazione e i suoi problemi.

In questo sacro momento commemoro con commozione, rispetto e onore il mio venerato diretto predecessore, il Metropolita Gennadios Zervos, che ho servito per 11 anni come Vicario Generale. Lo ringrazio profondamente per tutto ciò che ha fatto per questa Arcidiocesi. A lui si deve il riconoscimento giuridico dell’Arcidiocesi e l’Intesa con lo Stato Italiano, la fondazione di tante nuove parrocchie e monasteri e l’ordinazione di molti nuovi chierici.

Debitamente rivolgo il mio pensiero anche al primo Pastore di questa diocesi il Metropolita Spiridione Papageorgiou, che ha posto le basi dell’allora neofondata Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia, che ho servito come Vicario Generale per 5 anni. Inoltre, ricordo anche il mio primo Metropolita d’Austria ed Esarca per l’Italia Crisostomo Tsiter e il suo successore Metropolita Michael Staikos, che si è interessato molto per la mia promozione episcopale. Eterna sia la sua memoria!

Desidero rivolgere un riconoscente pensiero alla illustre e storica Comunità dei Greci Ortodossi di Venezia, che ho servito per 17 anni e mezzo come sacerdote, come anche alle altre tre storiche Istituzioni della nostra Chiesa e Stirpe, cioè la Confraternita Greco-Ortodossa di Napoli, la Comunità Greco-Ortodossa di Trieste e l’Istituto Ellenico di Venezia, continuazione del famoso “Collegio Flanghini” della Serenissima.

Rivolgo un caloroso e sincero ringraziamento per la sua incoraggiante e onorata presenza all’amatissimo fratello in Cristo l’Eminentissimo Metropolita di Cirenia Crisostomo, come anche ai cari fratelli nel Signore chierici, conoscenti e amici, e a tutti quei vescovi diletti e santi fratelli in Cristo, partecipi in spirito di preghiera, come anche ai fratelli chierici nel Signore, ai cari parenti e stimati amici, che a causa della pandemia del coronavirus non hanno potuto essere qui presenti.

In modo particolare, esprimo ringraziamenti cordiale e gratitudine profonda allo stimato, ispirato e importante Gerarca del Trono Ecumenico, l’eminentissimo Metropolita di Calcedonia Emmanuel, fino ad ora Metropolita di Francia, per il suo grande amore, il suo pluriennale e sincero legame e supporto alla mia umile persona. Fra i laici rivolgo il mio grato pensiero allo stimato amico e diletto fratello mio, l’Arconte Grande Chartofylax della Grande e Santa Chiesa di Cristo e Presidente della Storica Comunità di Neochorion di Costantinopoli, il Sig. Lakis Vingas.

Con particolare gioia saluto l’Eccellentissimo Rappresentante del Governo Greco, il Viceministro degli Esteri Sig. Costantino Vlassis, gli eccellentissimi signori Ambasciatori di Grecia in Italia e in Vaticano, come anche gli onorevoli signori Consoli di Grecia. La loro presenza testimonia gli indissolubili storici legami tra Chiesa e Nazione, tra Ellenismo della Diaspora e Madre Patria.

Saluto anche gli ambasciatori e i consoli della martoriata grande isola greca di Cipro in servizio in Italia, con a capo l’illustre amico Ambasciatore presso la Santa Sede Sig. George Poulides.

Esprimo inoltre i miei sentimenti di profonda gratitudine verso lo Stato Italiano per il riconoscimento giuridico della nostra Sacra Arcidiocesi e la stipula dell’Intesa. Ringrazio anche per la loro presenza le varie Autorità, nazionali e locali.

Ringrazio il mio Rappresentante nella Sacra Arcidiocesi fino alla data odierna, il Rev.mo Archimandrita del Trono Ecumenico Athenagoras Fasiolo, per il suo indirizzo di saluto a nome del sacro clero e l’onorevole Sig. Dimitrios Zafiropoulos, presidente della illustre e storica Comunità dei Greci Ortodossi di Venezia per la sua allocuzione a nome del pio popolo della nostra Arcidiocesi. Allo stesso modo ringrazio per il loro aiuto i Rev.mi Archimandriti Georgios Antonopoulos e Paolo Patricolo, e Rev.mi Protopresbiteri Nicola Madaro e Petru Parvu. Nutro molta fiducia e buone speranze nei miei fratelli chierici, nei dirigenti delle comunità, parrocchie e associazioni, come anche nei sentimenti di devozione del mio gregge. Apprezzo lo zelo di tutti, conosco e sento i problemi e le difficoltà, soprattutto nella situazione, senza precedenti, in cui viviamo a causa della crisi sanitaria ed economica per il coronavirus, e considero certa e assodata la pronta e interessante collaborazione e appoggio di tutti per un più completo servizio al nostro gregge ortodosso in Italia nei vari settori della cura ecclesiastica e pastorale, ma anche di quella sociale e culturale.

Rivolgo un saluto d’affetto alle varie espressioni culturali e associative ortodosse e laiche, che contribuiscono in molti modi alla promozione dell’Ellenismo e dell’Ortodossia, nella loro dimensione e significato ecumenici, in Italia.

Con sentimenti di sincero amore fraterno e stima mi rivolgo ai fratelli e amici della Chiesa Cattolica Romana e delle altre Chiese e Confessioni Cristiane. Saluto in modo particolare la presenza fra noi degli Eccellentissimi Monsignori Francesco Moraglia, Patriarca di Venezia, Brian Farrell, Segretario del Pontificio Consiglio per la promozione dell’Unità dei Cristiani, del quale per due anni ero borsista post-universitario a Roma e Ambrogio Spreafico, Rappresentante della Conferenza Episcopale Italiana. Ringrazio particolarmente Sua Santità Papa Francesco per il suo paterno messaggio. In questo momento vorrei sottolineare che la Chiesa Cattolica Italiana, attraverso i santi confratelli nell’episcopato, ci ha affidato numerosi luoghi di culto in tutto il paese e pertanto, da questa sacra Cattedra, rivolgo un grande e profondo ringraziamento. Nei trentatré anni passati all’estero, di cui diciannove in Italia come sacerdote e quattordici in Spagna e Portogallo come vescovo, ho sperimentato la necessità che debba esistere uno spirito di sincero amore e di riconciliazione tra le nostre Chiese sorelle. Ritornando in Italia, come Metropolita e Pastore di questa Arcidiocesi, considero la mia esperienza al riguardo un prezioso stimolo a contribuire ulteriormente a coltivare e promuovere il Movimento e il Dialogo Ecumenico al fine di ristabilire la piena unità dei Cristiani, nella linea e nello spirito del nostro Patriarcato Ecumenico.

Con grande emozione ricordo i miei indimenticabili genitori Demetrio e Antonia, le cui anime gioiscono e si congratulano oggi nei cieli. Il loro augurio mi accompagni sempre e ovunque e la loro memoria sia eterna.

E ora la mia parola va diretta al popolo ortodosso del Signore, il benedetto e amato gregge della nostra Arcidiocesi, quello vicino e quello lontano, con a capo le quattro ancora attive storiche Comunità Greco-Ortodosse di Venezia, Napoli, Trieste e Brindisi, quelle storiche in rifondazione di Livorno, Barletta, Messina e Ancona, come anche quelle di Milano, Genova e Roma.

Da questo luogo vorrei sottolineare e assicurarvi che mi sento orgoglioso nel Signore per il potenziale umano della nostra Arcidiocesi. Voi siete la mia gloria e il mio vanto. Conosco bene la composizione multietnica del mio gregge e la considero un arricchimento spirituale e culturale, ma anche una prova di questa beata realtà che l’Ortodossia in genere e il mostro Patriarcato Ecumenico in particolare, non accettano e non tollerano alcuna distinzione etnica, visto che l’etnofiletismo costituisce un’eresia. Il nostro Patriarcato Ecumenico, come Madre Chiesa, raccoglie tutti i credenti Ortodossi in Cristo come la “chioccia protegge i propri pulcini” (Mt 23,27). Il gregge grecofono si trova in Italia da molti secoli e rappresenta una componente importante della diaspora greco-ortodossa e si è distinto in tutti i settori della società, mentre il gregge non grecofono è arrivato qui dopo gli sconvolgimenti e i nuovi cambiamenti nell’Europa orientale, alla ricerca di una migliore qualità di vita, mantenendo sempre la propria fede e identità religiosa. E anche essi, con i loro sforzi ed il loro sudore, sono riusciti a diventare concittadini di questo paese. Grazie al vostro valore, alla vostra presenza e alla vostra testimonianza, grecofoni e non, la Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia è divenuta un’importante espressione dell’Ortodossia e un valente interprete dello spirito del Patriarcato Ecumenico in questa strategica regione dell’Europa Unita, il territorio della quale, da Napoli in giù, coincideva con la Magna Grecia e non costituisce “diaspora ortodossa”, ma parte integrante della Primaziale Madre Chiesa Costantinopolitana dagli inizi dell’8° secolo.

In questo importante giorno del mio insediamento, desidero rassicurarvi che con l’aiuto del Dio Tuttobuono e con l’appoggio di voi tutti, compirò la mia opera con timore e zelo divino concentrando la mia attenzione sui seguenti punti:

1. La difesa dei giusti interessi della Madre Chiesa e della Stirpe dei Romei, con particolare enfasi in questo storico Campo dei Greci Ortodossi di Venezia dove esiste la Cattedra Episcopale di ambedue queste sacre Istituzioni per quanto riguarda l’Italia. Non devono sfuggirci tre punti importanti che si relazionano con il nostro Campo: a) il trasferimento e la permanenza per 200 anni della sede del Metropolita di Filadelfia, il cui Trono è stato ornato da illustri personalità della nostra Chiesa e Stirpe, fra i quali il nostro Patriarca Ecumenico Bartolomeo I per 17 interi anni; b) il tentativo, poi non realizzato, della Madre Chiesa di fondare qui, circa 150 anni fa, un dipartimento della Sacra Facoltà Teologica di Chalki, e c) la non sottomissione, della sola Venezia, alla Chiesa Autocefala di Grecia, come è successo durante gli anni 1908-1922 con la diaspora greco-ortodossa con il relativo Atto Patriarcale e Sinodale emesso dal Patriarca Ecumenico Gioacchino III il Magnifico nel 1908.

2. Il servizio al popolo fedele di Dio, per il compimento del quale sarà fatto ogni possibile sforzo per rafforzare le già esistenti parrocchie e monasteri, crearne delle nuove e cercare di trovare nuovi chierici e monaci.

3. Il rafforzamento delle relazioni fra il Metropolita e i sacerdoti, come anche tra l’Arcidiocesi e il gregge, per affrontare in modo più efficace i problemi comuni e coordinare insieme una testimonianza e azione ortodossa nei tempi apocalittici che viviamo.

4. Mettere ogni sforzo possibile per coltivare e assicurare un limpido credo ortodosso dentro l’odierna società che si distingue da uno spirito di secolarizzazione e apostasia da Dio.

5. Il migliore consolidamento della vita spirituale, ecclesiastica, sacramentale e culturale dei nostri fedeli, per persistere nella fede ortodossa e nelle tradizioni dei loro Padri.

6. La creazione di un seminario per candidati chierici e cantori ecclesiastici, sia pure in modo atipico/informale.

7. Il coltivare ulteriormente, nello spirito e nella linea del Patriarcato Ecumenico, le relazioni con le altre Chiese e Confessioni Cristiane, in particolare con la sorella Chiesa Cattolica Romana, in tutti i settori e livelli, con il fine della piena unità dei Cristiani, come anche con l’Ebraismo e l’Islam, con lo scopo della pacifica convivenza di ogni uomo di buona volontà.

Forse i suddetti pensieri e intenzioni possono essere ritenuti visioni elevate o desideri e ambizioni nobili. Tuttavia, i molteplici problemi quotidiani, ai quali recentemente si è aggiunta la crisi sanitaria ed economica del coronavirus, e la consapevolezza della debolezza e pochezza umana non devono portarci al pessimismo e all’inerzia, bensì, al contrario, alla mobilitazione di tutte le forze a favore della nostra Chiesa e Stirpe. Tenendo a mente la frase paolina: “la mia forza infatti si manifesta pienamente nella debolezza” (2Cor 12,9), in questo momento così importante chiamo e prego tutti a raccogliere le nostre forze con lo scopo di mantenere e far crescere una viva presenza ecclesiale ortodossa, che onorerà ed evidenzierà la nostra identità di cristiani ortodossi d’Italia.

Eminentissimo Rappresentante Patriarcale, Metropolita d’Austria e Ungheria! Ringrazio ancora una volta la Vostra Reverendissima Eminenza per l’amicizia e per l’onore della sua presenza e i suoi autentici cordiali sentimenti e La prego calorosamente di trasmettere a Sua Santità il nostro Patriarca Ecumenico Bartolomeo e al Sacro e Santo Sinodo che lo affianca, i sentimenti di rispetto, onore, devozione e amore di tutti noi qui in Italia verso il venerabile e martoriato nostro Patriarcato Ecumenico.

Diletti fratelli e figli nel Signore!

“Non vengo per essere servito, ma per servire” (Mt 20,28). Mi troverò sempre al vostro fianco, come pastore, padre, fratello e amico. Avete la mia stima e la mia benedizione; datemi il vostro amore. Chiedo la vostra fedeltà all’Ortodossia e alle tradizioni della Madre Chiesa e della Stirpe dei Romei. Questi valori ci hanno salvato nei secoli e ci salveranno ancora in questi tempi apocalittici che viviamo. Imploro il vostro prezioso contributo e sostegno alla mia difficile opera, che le attuali più svariate condizioni di crisi che attraversiamo come umanità, rendono ancora più difficile. “Farò del mio meglio e opererò per le vostre anime” (2Cor 12,15). Per questo invoco il Sommo Sacerdote ed Edificatore della Chiesa, il Signore Gesù Cristo, le intercessioni della Santissima Madre di Dio, la Madonna di Lepanto, del mio paese di origine, e della Proussiotissa, la Signora della Rumelia, nel cui monastero sono stato battezzato e a cui devo il nome di laico, la Santa Grande Martire Eufemia, che proclamo patrona della nostra Sacra Arcidiocesi, dei santi miracolosi patroni dei Greco-ortodossi della Serenissima, Giorgio il Trionfatore e Nicola di Mira, il mio personale patrono, il santo martire Policarpo vescovo di Smirne e protettore del Distretto di Lepanto e San Callinico, Metropolita di Edessa, recentemente canonizzato e mio compaesano.

Fratelli miei, “rimanete lieti, tendete alla perfezione, fatevi coraggio a vicenda, abbiate gli stessi sentimenti, vivete in pace e il Dio dell’amore e della pace sarà con voi” (2Cor 13,11). Amen!

Fonte: Ὀρθόδοξος Ἱερά Μητρόπολις Ἰταλίας | Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia

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